Liturgia della Domenica - 24 Febbraio

gesu parlaÈ abbastanza normale raccomandare la solidarietà con chi ci è prossimo per legami di famiglia, di religione e di patria. Gesù spazza via tutti i limiti e ci chiede di far saltare l’ingranaggio dei conflitti e degli odi. L’amore gratuito è senza frontiere, come quello di Dio e di Gesù, che sulla croce ce ne ha dato l’esempio.

«SIATE MISERICORDIOSI, COME IL PADRE VOSTRO»

Con la parola “longanimità” si intende generalmente un «costante atteggiamento di generosa indulgenza e sopportazione». È “longanime” colui che è incline, nei rapporti con il prossimo, alla comprensione e all’indulgenza, colui che sa attendere con pazienza, perseveranza e fiducia “i tempi” di chi ha ancora bisogno di conversione e lo sa pazientemente accompagnare in questo cammino non sempre facile. La longanimità per eccellenza risiede in Dio e nella liturgia che oggi la Chiesa ci fa celebrare possiamo facilmente individuarla. 

Essa si riflette anzitutto in Davide nei confronti di Saul che lo perseguitava per ucciderlo, impedendo ad Abisai di dargli la morte (I Lettura); questa qualità, poi, viene indicata nell’odierna pagina evangelica come irrinunciabile per ogni cristiano a cui il Maestro Divino comanda di amare i nemici partecipando ad essi la stessa misericordia del Padre (Vangelo); infine la si riscontra in Gesù stesso che con la sua passione, morte e risurrezione ci ha donato la sua stessa vita e continua a offrirci il suo amore con il costante permanere del suo Spirito in noi (II Lettura).