La Liturgia della Veglia Pasquale

Resurrezione di GesuIl Signore è davvero risorto, alleluia. Così annuncia la Chiesa nel giorno più importante di tutto l’anno. È risorto, come aveva detto, Ce lo fa cantare la liturgia in questa notte di Pasqua, la notte più lunga, più bella, più vera. 

Ma questa notizia. Noi la prendiamo sul serio, è un alleluia che ci cambia qualcosa dentro o ci sembra solo una frase da liturgia, un bel canto e via. 

Questa è la notizia che ha cambiato il mondo. È quella che hanno sentito le donne all'alba del terzo giorno, è quella che i discepoli hanno accolto con fatica, pensando, sono tutte fantasie. 

È quella che ancora oggi fa morire cristiani in tante parti del mondo. È una notizia pericolosa, perché se Cristo è vivo, allora tutto cambia, anche tu, anch’io!

Il Vangelo della veglia Pasquale ci regala una seconda espressione: “So che cercate Gesù il crocifisso… non è qui!”. 

Ma allora dove lo cerchiamo Gesù? Sì, perché spesso anche noi lo cerchiamo, ma nei posti sbagliati, nei sepolcri sbagliati. 

E cosa succede? Che a furia di cercare nei posti sbagliati ci chiudiamo dentro noi stessi. E cominciamo a starci anche bene, in quella chiusura. Ci mettiamo addosso maschere, ruoli, routine, e diciamo: “Io sto bene così”. 

Ma non stai bene così. Stai solo vivendo in un sepolcro. E sai qual è il dramma? Che il sepolcro te lo costruiamo noi. La mia stanza può diventare un sepolcro, il mio telefono può diventare un sepolcro, il mio lavoro, la scuola, una relazione tossica, anche la fede, se la teniamo ferma lì, può diventare un sepolcro, perché se tutto è vissuto senza slancio, senza vita vera, senza amore, senza Dio, allora è solo morte che sembra vita. 

Allora “perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. È la domanda dell’angelo e riguarda ciascuno di noi.

Perché cerchiamo Gesù nella depressione, nello sconforto, nello scoraggiamento, nel disimpegno, nel “tanto non cambia niente”, perché cerchiamo la vita nei luoghi di morte? 

Chi è vivo si incontra nella vita! Cristo è vivo: nelle nostre giornate normali, nella scuola, nel lavoro, negli amici, nella famiglia, nel volontariato, nei sogni veri.

Lì è il Risorto! Non è nella chiusura, non è nel fallimento, non è nel rigorismo. 

A volte serve un terremoto come quello del Vangelo. Serve un terremoto: c'è un Angelo, c’è un terremoto e la pietra viene rovesciata. L’angelo ci si siede sopra… sembra quasi volerci prendere in giro. Anche noi abbiamo bisogno di un terremoto dentro, uno scossone che ci faccia dire: “Ma che sto facendo della mia vita, come sto vivendo? Che senso ha tutto questo? A cosa mi sto attaccando? 

Abbiamo bisogno di un Angelo, di qualcuno che venga a scuoterci, che venga a dire: “Alzati, Cristo ti aspetta!

Una volta ho sentito una persona dire: “Cristo è risorto? Beato lui!”. Come a dire, e a me che cambia?

Ma questo può essere un grido di aiuto, come se stesse dicendo: “Io no, io non mi sento risorto!”. Io non so nemmeno cosa voglia dire. Come si fa a risorgere? Come si fa a non sentirsi morti dentro? 

La risposta è nel Vangelo; Gesù venne loro incontro e disse: “Salute a voi!”. Non è la tomba vuota a cambiare la vita. È  l’incontro con Gesù. È la sua voce. È la sua pace. 

L’abbiamo sentita? L’abbiamo ascoltata? Ci ha cambiato? 

Se si, allora noi non possiamo più stare nel sepolcro, non possiamo fare finta di niente. 

Via dal sepolcro. Le donne, dice il Vangelo, abbandonarono in fretta il sepolcro. Non ci pensarono due volte. E anche noi dobbiamo correre via. Dalla morte alla vita, dalla tristezza alla gioia, dall’apatia all’entusiasmo, dalla solitudine alla comunione, dal “mi arrangio” al “mi dono”. 

Il risorto è vivo e ci aspetta nell’eucaristia, nella preghiera, nel volto dei fratelli, in chi ha bisogno, nella vita vera che ci chiede di uscire da noi. Lui ci precede. Cosa vuol dire? Che in ogni momento della nostra vita, se sei felice, se soffri, se sei in crisi, se devi ricominciare, se ti senti perso… Lui arriva prima, ti aspetta, ti precede anche quando penserai di essere solo. Lui c’è già anche nella morte, lui è passato per primo per darti la vita. 

Allora che aspettiamo: il mondo ha bisogno di risorti, non di gente che vive per inerzia. Ha bisogno di Gesù risorto e di uomini e donne risorti. Gridiamolo forte, senza vergogna. Cristo è davvero risorto. Alleluia. Amen.

Don Claudio