Liturgia della Domenica 14 Giugno - Il commento di Don Claudio

Matteo 9, 36 - 10,8

messeIeri come oggi l’invito che il Signore Gesù rivolge ai suoi discepoli è quello di pregare il “Signore della messe” perché mandi operai nella sua messe. Pregare affinché ci siano cuori, mani e braccia disponibili per annunciare il Vangelo. Tra i tanti cambiamenti che dobbiamo annotare ai giorni nostri non manca di certo, per chi ha occhi attenti e cuore sensibile ai bisogni spirituali, vi è anche quello della diminuzione delle vocazioni sia in ambito maschile come del resto in quello femminile. Ma essere pastori, essere mandati, non significa riempire posti vuoti, supplire alla mancanza di personale… ma vuol dire essenzialmente diventare testimoni con la vita e con la Parola di Colui che è la Verità. 

Spesso siamo abituati a vedere preti che si spendono in mille attività per il bene delle nostre comunità ma non dobbiamo mai dimenticare che il primo impegno del sacerdote è quello della preghiera, quello dell’annuncio, quello dei sacramenti. E il pericolo talora è che venendo meno questi aspetti della vocazione venga poi meno, venga inaridito, quello che è lo specifico del sacerdote, vale a dire l’aspetto spirituale. Se questo aspetto manca poi si corre il rischio di essere canne sbattute dal vento… se la vita spirituale è presente allora tutto si riempie di significato per noi e per coloro che siamo chiamati ad accompagnare. Immersi in Cristo Gesù per essere capaci poi di portarlo nel nostro quotidiano. Pregate dunque. Facciamo nostra questa richiesta di Gesù. Lui ci ha chiesto di non venir meno a questo impegno.  

Oggi c’è una domanda di Dio e di spiritualità molto più grande delle risposte disponibili. C’è sete di preghiera, di trascendenza, di certezze e di una vera direzione da prendere. E per questo Gesù sceglie dodici persone che stiano con lui, per poi diventare capaci di segnare il cammino. Dodici persone fragili come noi ma, come noi, capaci di lasciarsi abitare dalla tenerezza di Dio da riversare nel cuore degli uomini in cerca di senso. Gesù non era in cerca di preti, ma di cristiani, uomini e donne che nella loro vita, con il loro impegno, si sforzano di raccontare il bello di un’appartenenza che ci renda Chiesa, testimoni credibili del Risorto!