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Liturgia della Domenica 19 Luglio - Il commento di Don Claudio
Matteo 13, 24-43
Gesù parla in parabole, usa un linguaggio che è immagine, metafora, esempi tratti dalla vita quotidiana. Per tre volte, dopo il Vangelo di sette giorni fa dove la parabola ci raccontava di un seminatore che seminava senza risparmiarsi, per tre volte anche oggi, Gesù usa le parabole per dire a cosa è simile il Regno dei Cieli.
È simile a un uomo che ha seminato del buon seme… ma mentre dorme un nemico semina zizzania.
Uno sparuto gruppo di uomini, non dottori della legge, non provenienti da scuole quotate, per lo più pescatori, doneranno la loro vita per far crescere il Regno dei cieli.
Anche noi siamo parte del Regno. Forse più che in altri tempi ci accorgiamo di essere poca cosa, del resto essere cristiani oggi o è una scelta o a ben poco serve. Viviamo nel mondo e in un mondo dove la zizzania, per usare l’immagine della Parola, cresce al pari del grano, anzi forse in più grande quantità. Grano e zizzania non sempre sono facili da distinguere… anche il bene e il male non sempre sono così lampanti perché, ahimè, capita anche di dover fare i conti con persone che sembrano ben intenzionate ma poi alla lunga sono più interessate a fare in modo che il male prevalga.
Forse talora come i contadini della parabola vorremmo estirpare la zizzania, vorremmo porre fine a certe situazioni, … e non abbiamo la capacità di attendere, di pazientare, magari di lavorare perché ciò che non va possa essere trasformato in bene: a volte è più facile condannare, stigmatizzare, sradicare che non pazientare…
Come ci interpella questa Parola? Quanto nel nostro piccolo, nel nostro quotidiano, ci adoperiamo per essere grano buono?
Quando corriamo il rischio di adeguarci alla mentalità del mondo, quando non ci sforziamo di essere grano buono, assistiamo, e talora è la triste realtà, al sopravvento della zizzania. Siamo preoccupati, giustamente, del rispetto della natura, ma non siamo altrettanto preoccupati dell’ecologia dell’umano, del nostro essere uomini e donne e ci capita di assistere, quasi impotenti, allo sfacelo di quei valori che hanno sostenuto intere generazioni e che erano punto di riferimento inscindibili per le nostre famiglie, per le comunità, per il nostro vivere quotidiano.
Comprendiamo tutti che sono riflessioni che non si possono sviluppare in un’omelia ma al tempo stesso non dovrebbe essere difficile non dimenticare che è dalle piccole cose, dalle piccole scelte, dalle priorità che noi diamo ogni giorno a ciò che facciamo, che possiamo guardare al domani con speranza… sempre con l’aiuto di Dio. Sia questo il nostro impegno in questa settimana, in questo tempo d’estate!