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Liturgia della Domenica 22 Febbraio - Il commento di Don Claudio
Matteo 4, 1-11
Il cammino quaresimale si caratterizza, ogni anno, con l’apertura, nelle prime due domeniche, con i vangeli delle tentazioni e della trasfigurazione. Cammino quaresimale e in particolare in questo anno liturgico, cammino battesimale: acqua, luce e vita risurrezione. Non dobbiamo dimenticare che questo tempo è nato per accompagnare i catecumeni, coloro che si dovevano preparare alla Veglia pasquale, quando avrebbero ricevuto quelli che chiamiamo i sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, confermazione ed eucaristia. Anche oggi gli adulti che nella Veglia pasquale riceveranno il battesimo e gli altri due sacramenti, percorrono il tempo della Quaresima come itinerario di preparazione. Nel tempo la quaresima ha assunto lo stile della penitenza ma direi del richiamo a rivivere la ricchezza del nostro Battesimo, del nostro essere stati inserito nella famiglia dei Figli di Dio.
E veniamo al Vangelo di questa prima domenica. L’evangelista Matteo apre dicendo che Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Gesù vive l’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. L’essere soggetto alla tentazione. Il deserto è il luogo dell’assenza, il luogo dove manca tutto, il luogo dove nella sobrietà, il digiuno (digiuna per quaranta giorni e quaranta notti) si vive una forte esperienza di Dio… creature a contatto con il Creatore. E al termine di questa esperienza Gesù viene tentato per tre volte.
Alcune brevi sottolineature. La pagina del Vangelo di oggi si pone dopo il Battesimo di Gesù al Giordano. “Questi è il Figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento!” Parole che il Padre dice di noi nel giorno del Battesimo, chiamati ad essere figli. E il diavolo incalza: “Se tu sei figlio di Dio”. Lo mette alla prova come del resto mette alla prova, continuamente, ciascuno di noi… E tre sono le proposte che il maligno fa a Gesù, e che possono richiamare ogni tentazione che si presenta all’essere umano. L’avere (i bisogni materiali che fanno parte della nostra vita), il potere (dominare gli altri) e il valere, porre se stessi al centro di tutto, mettendo anche l’Assoluto, Dio, al secondo posto.
Gesù non argomenta, come accade invece nel giardino dell’Eden. Sta scritto! Per tre volte il Figlio di Dio, risponde usando la Parola di Dio. Egli non si lascia vincere dalla tentazione ma vince la tentazione ancorandosi al testo sacro. Anche a noi oggi il tentatore dice: Se sei figlio di Dio… e noi sappiamo rispondere a partire dalla nostra fede, dalle nostre convinzioni, dalla Parola che settimanalmente ascoltiamo? In un mondo come il nostro dove tutto talvolta può diventare tentazione, sappiamo fare della tentazione un’occasione di crescita e non di caduta? All’inizio di questo tempo di grazia non abbiamo paura di ricordarci con la preghiera e l’ascolto, il digiuno (dalle cose superflue), la carità possono essere le vere armi per vivere intensamente questo nostro andare a Gerusalemme. E così sia!