Liturgia della Domenica 22 Marzo - Il commento di Don Claudio

Giovanni 11, 1-45

LazzaroUltimo Vangelo prima della lettura della Passione, secondo Matteo,  che la liturgia ci proporrà domenica prossima nella Domenica della Passione o delle Palme.

44 versetti, letti nella forma lunga, completa. Ho voluto oggi proporvi questa perché la Parola potesse maggiormente imprimersi in noi. Ora, proprio per la scelta fatta, vorrei brevemente porre in essere alcune sottolineature. 

Protagonisti sono Gesù, i suoi discepoli, Marta e Maria… i Giudei e ovviamente Lazzaro.

Il tema è quello che ci proietta nel mistero pasquale che celebreremo tra una settimana. 

26 sono gli interventi virgolettati riportati dal testo. Tredici di Gesù e il resto degli altri protagonisti del brano.

Betania è il luogo dove si svolge questo racconto. Lazzaro sta male, Gesù è lontano, Lazzaro muore e Gesù, arriva, ma non subito. 

Di fronte al mistero della morte tutto si scontra con il mistero della vita. Vivere relazioni, vivere progetti, vivere attese… consapevoli che prima o poi si va a sbattere con il silenzio della morte.

“Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto!” (Marta)

E quella affernazione: “Tuo fratello risorgerà”. Quanto Gesù dice non rassicura più di tanto, al momento presente, Marta… So che risorgerà nell’ultimo giorno! 

Fratelli e sorelle, nella Pasqua 2026, forse noi, a differenza di Marta, nemmeno ci poniamo nell’ottica della fine dei tempi… la risurrezione può risultare fuori dai nostri schemi, dal nostro modo di pensare… e qui, una volta di più, entra in gioco la fede. 

Crediamo in Gesù? Solo come un grande della storia, un profeta, un Maestro o crediamo in Lui come il Figlio di Dio, crediamo in Lui come la risurrezione e la vita? 

Gesù è coinvolto dal dramma di questi amici. Non ha paura di mostrare la sua umanità nel pianto… ma ha consapevolezza che Lui fa (è) la differenza, porta la novità, dalla morte riporta alla vita.

“Togliete la pietra, Lazzaro vieni fuori”. 

Togliere le pietre, fidarci di Lui, e soprattutto credere in Lui perché chi vive e crede in Lui non morirà in eterno.