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Liturgia della Domenica 23 Agosto - Il commento di Don Claudio
XXI Tempo Ordinario - Mt. 16, 13-20
Il Vangelo di Matteo, testo che ci accompagna in questo anno liturgico, ci raggiunge con una lettura pressoché continua che offre spunti di riflessione, confronti, interrogativi.
Dopo le domeniche dedicate alle parabole, con immagini, racconti tratti dalla vita ordinaria che ci hanno ricondotto a che cosa è simile il Regno dei Cieli … il Maestro ha chiesto ai suoi di precederlo e durante la traversata si ritrovano dentro una tempesta che li porta a pensare di vedere in Gesù un fantasma… E la fede di questi uomini, scelti uno per uno da Gesù stesso traballa, come Pietro che sulle acque corre il rischio di annegare… “uomo di poca fede, perché ha dubitato?”. Sette giorni fa, quasi a contrasto, una donna cananea, pagana, che insiste perché il Maestro intervenga nei confronti della figlia. Lei non considerata, lei richiamata alle priorità dell’annuncio, lei che non era nella cerchia dei discepoli, si sente dire: “davvero grande è la tua fede, avvenga come tu desideri” …
La Parola che entra nella nostra vita… e che spesso non sappiamo trattenere per il nostro quotidiano !
Questa parola (ricordata) arriva a un suo punto focale, si fa domanda diretta, interrogativo che ci riguarda, che ci mette un po’ con le spalle al muro. Un interrogativo descritto da Matteo, Marco e Luca, con sfumature diverse, ma sempre portato al nostro orecchio più o meno in questo periodo dell’anno liturgico.
“Voi, chi dite che io sia?” … anzi, “Ma voi, chi dite che io sia?” ... «ma», una avversativa, quasi in opposizione a ciò che dice la gente, perché non si crede per sentito dire, né per tradizione o per allinearsi alla maggioranza. Ciò che dice la gente poco interessa a Gesù.
Gesù non cerca parole, non vuole definizioni esatte, cerca rapporti personali (io per te), un coinvolgimento.
Che cosa ti è successo, quando mi hai incontrato? La sua domanda assomiglia a quelle degli innamorati: quanto io conto per te? Che posto ho, che importanza ho io nella tua vita? Gesù non ha bisogno della risposta dei dodici, e della mia, per sapere se è più bravo degli altri profeti, ma desidera conoscere se sono innamorato, se gli ho aperto il cuore. Cristo non è nelle mie parole (nel mio dire), ma in ciò che di Lui arde in me, in ciò che io racconto con la mia vita, con le mie scelte, con le mie priorità.
Chi sei tu Gesù per me? Questa è la domanda che oggi ci deve accompagnare; certamente non una domanda nuova, in quanto la sua formulazione, ma nuova perché oggi 23 agosto il Signore, ancora una volta, me la pone dinanzi.
E noi siamo chiamati in prima persona a rispondere! Secondo San Matteo è il Padre a mettere in bocca a Pietro la sua professione di Fede… ma ugualmente Gesù accoglie quanto dice Simone, la pietra, e a lui dà le chiavi del Regno dei Cieli, le chiavi della misericordia, le chiavi della sua Chiesa. Chi è Gesù per me? Il Signore, il Cristo, il Figlio di Dio… la risposta di Pietro, se vogliamo farla nostra, domanda di essere vissuta nella vita, ogni giorno, per essere discepoli credibili e autentici.