Liturgia della Domenica 24 Maggio - Il commento di Don Don Claudio

Giovanni 20, 19-23

Solennità di Pentecoste. 

pentecosteCinquanta giorni dopo la Pasqua, compimento del Tempo di Pasqua.

Dono dello Spirito Santo… che il Vangelo di Giovanni colloca nello stesso giorno di Pasqua mentre il libro degli Atti lo pone nel giorno di Pentecoste.

Per gli ebrei questa festa da agricola, celebrazione della mietitura, si è poi trasformata nel giorno in cui veniva ricordato il dono della Torah (la legge) data da Dio a Mosè sul monte Sinai. 

Luca descrive l’evento con un linguaggio da teofania, manifestazione di Dio che avviene in modo straordinario: vento, tuono, fuoco.

Ora, al di là di quelle che possono essere le coordinate di questa festa ciò che una volta di più ci deve interrogare è il nostro rapporto, la nostra relazione con lo Spirito Santo.

Sant’Agostino usa questa immagine per descrivere la Santissima Trinità: “Dio è l’amante, il figlio è l’amato e lo Spirito Santo è l’amore”. 

Comunione d’amore tra le tre persone della Santissima Trinità. 

Quando amiamo e ci lasciamo amare, già facciamo esperienza di Paradiso. Ma per paradosso, seppure viviamo in un mondo dove siamo famigliari con la parola amore, ci accorgiamo che la nostra infelicità, spesso, nasce da una sola radice, la carenza d’amore.

Quanto è importante riscoprire il dono dello Spirito Santo. Invocare lo Spirito Santo, fare in modo che il grande dimenticato possa assumere il volto, le mani, gli occhi di ciascuno di noi chiamati ad amare. 

La sostanza dell’amore dello Spirito è divina, ma la forma la diamo ciascuno di noi. 

Comprendiamo che essere cristiani significa non avere paura di amare in maniera autentica le persone, le situazioni, le esperienze che ogni giorno siamo chiamati a vivere.

E questo non si improvvisa, no. Domanda che in noi ci sia il desiderio autentico di lasciarci avvolgere da quell’amore che solo lo Spirito ci può dare per poi trasformarlo in relazioni autentiche… senza paura.

Vieni Santo Spirito… trasformaci in quell’amore che tu sei perché nella nostra comunità, nelle nostre famiglie, negli ambienti di lavoro, laddove ogni giorno viviamo… possiamo essere segno visibile di Te che ci chiami a dare forma ai tuoi carismi per rendere bello il corpo di Cristo che siamo noi, che è la tua Chiesa.