Liturgia della Domenica 30 Novembre - Il commento di Don Claudio

prima avventoIl tempo di Avvento, che oggi iniziamo, è il tempo della venuta - la parola stessa significa “qualcuno o qualcosa che sta per venire” - e ci richiama al valore dell’attesa e della speranza. 

All’inizio di questo tempo di attesa e di preparazione al Santo Natale siamo spronati a chiederci quale possa essere il valore, il significato, la portata di ciò che siamo chiamati a celebrare. E ognuno può e deve chiedersi: che cosa vuol dire per me, concretamente, vivere il tempo dell’Avvento? Attendere il Signore. Si tratta di metterci autenticamente in gioco perché questi giorni, queste settimane, diventino un’opportunità si, per ricordare la venuta storica del Bambino Gesù, per prepararci si, alla venuta finale alla fine dei tempi... ma soprattutto per chiederci quanto Dio è nato nella mia vita e quanto io sono nato nella vita di Dio.

Egli giunge: “Come un ladro che viene di notte”. Può suonare strana questa immagine che Gesù usa, un’immagine alla quale non pensare... come i contemporanei di Noè che non si accorsero di nulla, tanto erano presi dalle loro abitudini... 

Occorre vegliare! Questa potrebbe essere parola d’ordine, la password per attivare la nostra attesa perché restiamo desti... Partiamo da questa celebrazione con un impegno concreto.

E uno ve lo consegno io. Una scatola, un pacco, un dono

Vuole essere un segno concreto per ricordarmi che sto vivendo l’Avvento. Che me ne faccio? Posso metterlo tra le tante cose che affollano la mia casa… a prendere un po’ di polvere. Con l’andar dei giorni poi arriveranno altre cose, un calendario, un’agenda, un pandoro, un cesto natalizio… e c’è questa scatola qui… mah, chissà a cosa servirà?!

Ecco … il consiglio che ti do è di trovare uno spazio per questa scatola in un posto che bene o male ti sia sempre “sotto gli occhi”… un richiamo che stai vivendo il tempo dell’attesa e attendi… attendi di poter aprire questo dono, questa scatola. Si… forse non ti solleciterà più di tanto. Ma è importante saperci allenare ad attendere. No, non la puoi aprire, sbirciare, curiosare… la devi aprire il 24 dicembre. Già, in quel giorno che precede l’accoglienza del dono … per eccellenza come dice quel video postato su telegram o che qualcuno ti ha girato. Prova a guardarlo… è fatto bene, fa riflettere, dà il giusto peso a… questo Avvento e al prossimo Natale che corre il rischio di essere soffocato da mille cose senza ricordarci di Lui, del Signore.

La scatola può avere accanto un lume, un’immagine, le statue del presepe e deve spronarci a trovare del tempo per la preghiera, la lettura quotidiana del Vangelo del giorno, la vita di uno dei santi che incontreremo in questi giorni... abbiamo bisogno di farci accompagnare anche attraverso dei (piccoli) segni che ci spronino a vivere intensamente questo tempo di preparazione. L’attesa di un bimbo è sempre motivo di gioia e di speranza. L’attesa del Bambino Gesù deve essere il motivo della nostra gioia e della nostra speranza. 

Che per tutti sia un buon cammino di Avvento!