- Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza di navigazione migliore.
- approfondisci
- ok
Liturgia della Domenica 4 Gennaio - Il commento di Don Claudio
II domenica dopo Natale_ A
Giovanni 1, 1-18
La pagina del Vangelo odierna l’abbiamo sentita proclamare nella Messa del giorno di Natale. Pagina di grande spessore spirituale, pagina che rispecchia lo stile giovanneo e che ci ricorda la verità che, se vogliamo, pur nella grandezza dello scritto, è di semplice comprensione: Dio si è fatto uomo, Dio si è incarnato, la Parola che esisteva fin dal principio si è resa visibile, si è fatta uno di noi.
Forse anche quest’anno il Natale lo abbiamo vissuto con i soliti cliché. Forse abbiamo avuto un sussulto, un desiderio, di cambiare un po’ il registro... ma alla fine siamo entrati in quel copione che puntualmente ogni anno si ripete. Gli auguri, la Messa nella notte di Natale, il pranzo di Natale, il condividere con le persone care un po’ di tempo... il proiettarci verso un’altra festa, quella di fine anno, che ci ha portato tutti a sperare in un nuovo inizio.
In questo quadro d’insieme forse dimentichiamo che il Natale, che le celebrazioni di questo tempo devono incentrare la nostra attenzione su quel mistero che è Gesù luce vera che illumina ogni uomo. Una luce che illumina la nostra umanità e che ci permette di diventare figli di Dio nella misura in cui sappiamo accogliere questa luce.
I contemporanei di Gesù non hanno saputo cogliere in Lui la presenza di Dio... ma a noi che crediamo nel suo nome, ci è offerta questa possibilità, questo dono! Questo è il Natale. L’atteso che il popolo di Israele e i profeti avevano annunciato si è fatto visibile in Cristo Gesù. L’Altissimo, la Sapienza di cui parla la prima lettura, ha posto la sua dimora in mezzo agli uomini, Egli è il Dio con noi, Colui che cammina insieme con noi sulle strade del quotidiano.
A quale speranza, a quale tesoro di gloria il Signore ci chiama nel celebrare questo mistero dell’incarnazione. Alla vigilia della Solennità dell’Epifania del Signore, che amplifica la manifestazione del Figlio di Dio a tutte le genti, vogliamo ancora aprire il nostro cuore ad accogliere la luce portata dal Figlio di Dio. Non una luce artificiale, effimera, fredda ma una luce autentica, calda, vera... che rischiara il nostro cuore, che ci rende figli nel Figlio, che ci offre la possibilità di illuminare il mistero dell’incarnazione anche sulla nostra vita, su ciò che siamo e su ciò che siamo chiamati ad essere per diventare a nostra volta capaci di illuminare chi incontriamo quotidianamente. La gioia del Natale non manchi di continuare ad avvolgere quanto abbiamo celebrato e quanto ancora celebreremo nelle prossime ore nella solennità dell’Epifania del Signore.