Liturgia della Domenica 5 Luglio - Il commento di Don Claudio

Ti ringrazio SignoreMatteo 11, 25-30

Il Vangelo appena proclamato fa seguito ad un periodo di insuccessi… potremmo dire: “tira una brutta aria”: Giovanni è arrestato, Gesù è contestato duramente dai rappresentanti del tempio, gli abitanti dei villaggi attorno al lago, dopo la prima ondata di entusiasmo e di miracoli, si sono allontanati. 

Ed ecco che, in quell’aria di sconfitta, si apre davanti a Gesù uno squarcio inatteso, un capovolgimento improvviso che fa eco alla prima lettura e che lo riempie di gioia, una sorta di Magnificat di Gesù: “Padre, ti benedico, ti rendo lode, ti ringrazio, perché ti sei rivelato ai piccoli”. 

Il posto vuoto dei grandi lo riempiono i piccoli: pescatori, poveri, malati, vedove, bambini, pubblicani, i preferiti da Dio. Gesù non se l’aspettava e si stupisce della novità; la meraviglia lo invade e lo senti felice. Il Maestro legge l’agire di Dio, come prima sapeva scoprire, nel fondo di ogni persona, angosce e speranze, e per loro sapeva inventare come risposta parole e gesti di vita, quelli che l’amore ci fa chiamare “miracoli”. Hai rivelato queste cose ai piccoli... 

Di quali cose si tratta? 

Un piccolo, un bambino capisce subito l’essenziale… e qual è questo essenziale: se gli vuoi bene o meno. In fondo è questo il segreto semplice della vita. Non ce n’è un altro, più profondo. 

I piccoli, i peccatori, gli ultimi della fila, le periferie del mondo hanno capito che Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza: voi valete più di molti passeri, ha detto due domeniche fa... 

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Potremmo dire che non è un Dio difficile! Egli sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco... 

E ogni cuore è stanco! Venite, vi darò ristoro. E non già vi presenterò un nuovo catechismo, regole superiori, ma il conforto del vivere. Due mani su cui appoggiare la vita stanca e riprendere il fiato del coraggio. Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero: parole che sono musica, buona notizia. E quanto oggi abbiamo bisogno di sentire queste parole… in un mondo che quotidianamente ci sommerge di notizie di angoscia, di morte, di incertezza…

Gesù è venuto a raccontarci, a mostrarci un’immagine di Dio che non ha più a che fare con un dito accusatore puntato contro di noi, ma con  due braccia aperte. È venuto a rendere leggera e fresca la religione, a toglierci di dosso pesi e a darci le ali di una fede che libera, che ci rende capaci di amare, che ci fa scoprire come Dio sia sempre al nostro fianco e la sua preoccupazione più grande è vederci felici, nulla di meno, nulla di più!