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Liturgia della Domenica 8 Febbraio - Il commento di Don Claudio
Matteo 5, 13-16
Gesù disse ai suoi discepoli. Così si apre la pagina del Vangelo di questa quinta domenica del Tempo Ordinario. Quattro versetti che seguono la pagina delle Beatitudini, incipit che apre quello che (come dicevamo la scorsa settimana) è comunemente conosciuto come il Discorso della Montagna.
Disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale della terra; voi siete la luce del mondo. Due immagini, due semplici immagini mutuate dalla vita di tutti i giorni. Due immagini che Gesù applica ai suoi discepoli.
Primo interrogativo: chi sono i suoi discepoli? Quelli che stavano ad ascoltarlo duemila anni fa... O sono tutti quelli che nel corso dei secoli si sono messi in ascolto di questa Parola. Oggi, 8 febbraio 2026 Gesù dice a noi, suoi discepoli... tu sei il sale della terra, tu sei la luce del mondo.
Il sale è un elemento che serve per dare sapore... ma nel passato soprattutto veniva usato anche per altri scopi. Il sale va prudentemente dosato. Non è che mettendo più sale diamo più sapore al cibo... lo rendiamo semmai immangiabile! Il sale serve per tirar fuori un sapore, per migliorare qualcosa che già c’è.
Il discepolo, il cristiano è chiamato a vivere questa sua vocazione: dare sapore, gusto... alla vita. Alla sua esistenza in primis e poi a quella delle persone che incontra nella sua quotidianità. Credo che oggi più che mai ci sia necessità di dare sapore e gusto alla nostra umanità che sembra talora perdere di vista il significato della vita, delle relazioni, del rispetto, del camminare assieme.
Voi siete la luce. La luce serve per rischiarare, per dare colore alle cose, sfumature, per mettere in risalto i contrasti, per farci scoprire particolari che senza la luce di certo non vedremmo. Oggi di luce ce n’è da vendere. Un’esagerazione per certi aspetti. Eppure, questo nostro mondo se talora sembra insipido al contempo sembra immerso nell’oscurità. Gesù dice a noi: tu sei la luce! La luce non può non rischiarare, illuminare... proviamo a chiederci noi siamo luce? La nostra vita è sinonimo di luce? Forse può capitare di essere scoraggiati, delusi, incapaci quasi di futuro.
Io? Che cosa posso fare da solo? Nell’ambiente di lavoro, a casa, con gli amici... laddove vivo la mia quotidianità: come posso essere luce?
Proviamo ad immaginare questa chiesa immersa completamente nel buio. Buio pesto come si dice. Nell’oscurità più assoluta se accendiamo un piccolissimo lume, poca cosa... questo, la luce che emana, rompe inevitabilmente l’oscurità assoluta.
Proviamo a pensarci così. Cosa sono io? Cosa posso fare io? Come posso rischiarare? Inizia ad essere luce nelle piccole cose. Accendi la piccola fiamma che è in te. E pensa... se a fare così siamo in due... e se diventiamo tre... Tante piccole fiammelle, tante piccole luci, un piccolo esercito di opere buone... perché queste alimentano la luce, un piccolo esercito di opere buone renderà gloria al Padre vostro che è nei cieli. Non aspettiamo domani. Iniziamo oggi!