Liturgia della Domenica - 20 Ottobre

gesu vedovaUna vedova diceva al giudice: «Fammi giustizia contro il mio avversario». Per un po’ di tempo egli non volle, ma poi l’ascoltò.

LA FORZA DELLA PREGHIERA RISIEDE NELLA COSTANZA

Gli episodi di Mosè che prega sul monte perché il popolo non venga sterminato ma giunga alla terra promessa (I Lettura) e quello della vedova che si rivolge con insistenza al giudice disonesto per avere giustizia (Vangelo), ci invitano a riflettere sul valore della preghiera, strumento che Dio ha messo nelle nostre mani per servircene con fede e intelligenza. Non è più una cosa tanto evidente; l’efficacia di scienza e tecnologie nell’offrire soluzione a problemi per i quali una volta si invocava Dio, porta l’umanità a vivere quasi un delirio di onnipotenza, ritenendo che di Lui non ci sia più alcun bisogno. È una tentazione che insidia anche la fede dei credenti. Perché pregare se bastano l’intelligenza e il genio umano per affrontare i problemi? La tentazione di riporre da una parte la preghiera è quindi forte, ma la Parola ci invita a riscoprire il genuino senso della preghiera, che non è una sceneggiata di formalismi esteriori oppure la pretesa superstiziosa di soluzione ai problemi. Pregare è scoprire in sé una dimensione di fede e di comunione: non siamo soli, c’è un Dio che ascolta e ama, c’è un mondo che insieme a noi cerca armonia, comunione, pace.